Vestito, trucco e parrucco

Dopo una sospensione delle lezioni dovuta al fatto che mi sono sposata domenica 23 settembre, pure avendo organizzato tutto in tre settimane, riprendiamo affrontando un aspetto delicato, spinoso e oneroso: il vestito, il trucco e l’acconciatura. Per entrambi, ma con uno spazio particolare dedicato alla sposa.

Dalle lezioni precedenti avrete tratto un insegnamento fondamentale, un principio che guida ognuna delle nostre lezioni: il vostro matrimonio, per quanto sia un giorno davvero speciale, non è una carnevalata. Quindi siamo tutti assolutamente d’accordo che gli sposi debbano essere crini, ben vestiti e ben acconciati. Del resto quando tra dieci anni riguarderete le foto di quel giorno vorrete vedere qualcosa di “bello”. Più che normale. Ma ci sono dei limiti.

Dal momento che non si tratta di Carnevale ma di un matrimonio è perfettamente inutile vestirsi da Principessa e Principe Azzurro. Il risultato potrebbe essere davvero ridicolo.
Siate naturali. Cercate vestiti belli ma non esagerati, scappate da veli, tulle e trine. Evitate code e strascichi, che oltre ad essere ridicoli sono anche estremamente scomodi. Pensate che dovrete portare quel vestito per un’intera giornata. Se volete avere qualche speranza di divertirvi durante il vostro giorno, evitate di incartarvi come una caramella gigante.
Se poi avete un’amica proprietaria di un negozio Sisley che come regalo di matrimonio vi regala il vestito è chiaro che è tutto più facile. Ma rimane il fatto che anche a comprarla quella gonna/poncho e quella maglia non vi sarebbero costate una fortuna, avrebbero fatto la loro porca figura e vi serviranno ancora a lungo, perché sono capi che sarete in grado di mettere e rimettere anche nella vostra vita quotidiana.
E il risultato ci pare più che soddisfaciente.

la sposa

Per trucco e parrucchiere, poi, la situazione si può risolvere anche più velocemente ed economicamente: cosa c’è di meglio di una bella sessione con un’amica che vi pettina e vi trucca, secondo il vostro gusto?
Spesa totale per questa voce per il mio matrimonio: 2,20 € per due mollette da mettere nei capelli. Al resto ha pensato Marie, con spazzola e asciugacapelli e appena un po’ di lucidalabbra.

Per lo sposo, il discorso è anche più semplice. Un bel paio di pantaloni, una giacca carina e una camicia fanno il loro lavoro senza bisogno d’altro.

lo sposo

Gli inviti

Dicevamo, nella lezione scorsa, che una festa di matrimonio si organizza per stare in compagnia di amici e parenti a cui si vuole bene.
Ecco.
Ripetetevi questa frase come un mantra. Ancora. Chiudete gli occhi, respirate a fondo e ripetete. Su, su!
Bene.
Ora riaprite gli occhi. Avete ancora davanti quella lista da 230 invitati? Allora bisogna che richiudiate gli occhi e ricominciate la procedura da capo.

Siete davvero convinti che ci siano 230 persone a cui volete bene e con cui volete condividere una giornata come quella del vostro matrimonio? Ma soprattutto, siete davvero convinti che con 230 persone ci sia modo di condividere alcunché nello spazio di una mezza giornata?

Accettata questa semplice verità scendere a una settantina di invitati sarà uno scherzo, rendendovi peraltro conto che le persone che saranno cancellate dalla lista non se la prenderanno assolutamente se non saranno invitate e, se per caso si offendessero, a voi interesserà meno di niente. E vi renderete conto che quella settantina di persone sarà entusiasta di ricevere una partecipazione via e-mail, sms o telefono. Con notevole risparmio, di foresta amazzonica soprattutto.

Se poi, come noi, abitate in un piccolo paese di montagna la questione si complica un po’. Qui tutti conoscono tutti e invitare un vicino di casa dimenticando (per carità! dimenticando, non ignorando!) l’altro può creare incidenti diplomatici per cui le famiglie si tolgono il saluto per generazioni intere.
Che fare, quindi?
Semplice. Organizzare una festa “aperta” a cui chiunque voglia partecipare possa unirsi senza bisogno di invito formale, senza l’obbligo di presentarsi vestiti da bomboniera e con annesso regalo (inutile e dannoso, come abbiamo visto).

In questo modo avrete intorno i veri amici, le vostre famiglie e, nel nostro caso, il paese in cui vivete. Tutta gente che, per un motivo o per l’altro, avete piacere d’avere intorno in quel giorno.

La lista di nozze

Ecco un primo scoglio da affrontare.
La Mamma, specie se italica, fatica ad accettare che possa definirsi matrimonio  una cerimonia che non prevede la stesura di una Lista di Nozze comprendente vassoi in argento, servizi di piatti da 82 e lenzuola di lino ricamate a mano.
Quando le farete notare che vivete già insieme e che avete già tutto quello di cui avete bisogno lei storcerà il naso. Qualcosa vi manca di sicuro. Sì, vi mancano i vassoi d’argento precisamente perché non c’è nessun bisogno di vassoi d’argento per vivere.
Non cedete. Una festa di matrimonio si organizza per stare in compagnia di amici e parenti a cui si vuole bene (affronteremo nella prossima lezione la questione degli inviti) non per fare incetta di oggetti di nessuna utilità e di dubbio gusto.
La Mamma non capirà, ma voi avrete superato un problema non da poco, che ne genera a sua volta molti altri. Per esempio dover trovare poi degli angoli per nascondere le nefandezze ricevute che dovrete però poi tirar fuori quando, di volta in volta, la cugina Erberta o la vicina di casa Magda verranno a trovarvi.

Wedding for dummies

Ovvero come organizzare un matrimonio (il proprio) in meno di un mese senza stress.

Detta così sembra banale, ma vista l’isteria che ci circonda da quando abbiamo annunciato che ci sposeremo il 23 settembre ci sembra di offrire un servizio di pubblica utilità diffondendo le regole di base per fare tutto quello che c’è da fare per riuscire ad arrivare vivi e contenti al matrimonio in tre settimane.
Alla faccia di mamme, sorelle e zie (tutte donne…sarà un caso?) che cercano di imporre bomboniere, trine e pranzi faraonici.